Descrizione
Nella seduta del 31 luglio, il Consiglio comunale ha approvato il nuovo Piano comunale di Protezione Civile, un documento strategico che aggiorna e sostituisce il precedente, risalente ad aprile 2020 e non più conforme alle indicazioni del Dipartimento nazionale di Protezione Civile e alle nuove linee guida regionali.
Fabriano, primo Comune delle Marche e cinquantasettesimo in Italia per estensione territoriale, necessitava di un’analisi approfondita delle criticità e vulnerabilità del territorio. Con l’insediamento della nuova Amministrazione nel giugno 2022, è stato avviato un lavoro strutturato, guidato dal Consigliere delegato alla Protezione Civile Massimo Spreca, in collaborazione con l’Ufficio tecnico, il neo Ufficio comunale di Protezione Civile e il Gruppo comunale di volontari.
Il Piano – composto da un modulo generale e cinque moduli di rischio specifici (sismico, idrogeologico e idraulico, incendi boschivi e di interfaccia, industriale e antropico, neve) – contiene un totale di 68 elaborati, fra relazioni, cartografie e schede operative. L’obiettivo è fornire uno strumento di facile consultazione e pronto utilizzo in caso di emergenza, traducendo in procedure concrete i requisiti previsti dalle normative nazionali e regionali.
Tra i contenuti principali, la suddivisione del territorio comunale in tre macrosettori (fascia appenninica, fascia centrale e fascia subappenninica), ciascuno articolato in due settori, per un totale di 39 aree di emergenza: 27 aree di attesa per la popolazione, 4 aree di ammassamento per mezzi, materiali e macerie, e 8 aree di ricovero, con una capacità complessiva superiore al fabbisogno stimato anche in assenza dell’utilizzo del Pala Guerrieri, attualmente in ristrutturazione.
Il Piano individua inoltre 16 edifici strategici, ciascuno geolocalizzato e dotato di schede tecniche, con funzioni di comando e controllo, ricovero di popolazione e soccorritori, servizi sanitari e ordine pubblico. Sono stati previsti anche “cancelli” per la chiusura temporanea di tratti viari a rischio, così da garantire l’incolumità e l’efficacia dei soccorsi.
Ogni modulo di rischio approfondisce la popolazione potenzialmente coinvolta e le procedure operative:
- Sismico: analisi geologica e identificazione delle aree a maggiore amplificazione, interferenze sulla viabilità e connessioni fra edifici strategici e aree di emergenza.
- Idrogeologico e idraulico: studio delle aree a rischio esondazione del fiume Giano e di altri corsi d’acqua, frane, allagamenti da piogge intense e possibili rotture di dighe in terra, con individuazione di zone alluvionabili.
- Incendi boschivi e di interfaccia: mappatura delle aree a rischio in base a morfologia e vegetazione, con tre fasce di rischio secondo le linee guida regionali.
- Industriale e antropico: censimento delle attività con potenziale rischio per la popolazione, dai distributori di carburante agli stoccaggi di materiali infiammabili, alla lavorazione di carta, plastica e alluminio.
- Neve: pianificazione degli interventi nelle aree più esposte, con aggiornamento periodico delle aziende coinvolte nel supporto operativo e valutazione del rischio valanghe in contesti specifici.
Il documento prevede anche il futuro posizionamento di cartellonistica su tutto il territorio per indicare aree di raccolta e soccorso, intervento non ancora realizzato per mancanza di fondi ma per cui si punta a ottenere finanziamenti regionali.
Dichiara il Sindaco di Fabriano e responsabile della Protezione Civile, Daniela Ghergo: ‘Questo nuovo documento è il frutto di un lavoro lungo e scrupoloso, che ha analizzato in dettaglio le criticità e le risorse del nostro territorio. Lo abbiamo voluto chiaro, operativo e di immediata consultazione, perché in emergenza non c’è tempo per interpretare: ogni minuto deve essere speso per agire. È uno strumento pensato per tutelare la comunità oggi e in futuro.’