Descrizione
Questa mattina, il Sindaco, la Giunta Comunale e il Consiglio Comunale Junior hanno incontrato la famiglia Toaff e la famiglia Bacchi per presentare l'iniziativa, proposta dallo stesso Consiglio Comunale Junior, che prevede l'apposizione di una targa commemorativa presso l'abitazione che, durante la Seconda Guerra Mondiale, ospitò il rabbino Elio Toaff, salvandolo dalle persecuzioni nazifasciste.
Elio Toaff arrivò ad Ancona nel 1940, appena ventiseienne, per ricoprire l'incarico di rabbino capo della città. Con l'entrata in vigore delle leggi razziali e, dal 1943, con l'occupazione tedesca, la situazione della comunità ebraica anconetana precipitò di giorno in giorno. Toaff si adoperò per trovare rifugio alle famiglie ebree rimaste in città, evitando che anche una sola persona venisse deportata dalla propria abitazione. Quando il pericolo divenne insostenibile anche per lui, trovò accoglienza a Fabriano presso la famiglia Bacchi. Edgardo Bacchi, repubblicano e antifascista, decise di ospitare il rabbino e la sua famiglia pur conoscendo il rischio a cui andava incontro.
Da Fabriano la vicenda di Elio Toaff proseguì verso Orciano Pisano, dove trovò l’ospitalità della famiglia Della Lucia. Ad accompagnarlo in un viaggio durato quattro giorni, tra bombardamenti e posti di blocco tedeschi, fu Antonio Bacchi, figlio ventenne di Edgardo. Al ritorno verso Fabriano, Antonio fu fermato dai tedeschi e destinato alla deportazione in Germania: riuscì a salvarsi gettandosi da un treno in corsa all'altezza di Verona. Elio Toaff sarebbe poi diventato rabbino capo di Roma, incarico che ricoprì per oltre cinquant'anni fino alla sua scomparsa, nel 2015, restando una delle figure più significative dell'ebraismo italiano del Novecento.
A riportare questa storia al centro dell'attenzione cittadina è stato il Consiglio Comunale Junior. Dopo aver approfondito la vicenda della famiglia Bacchi, i ragazzi hanno proposto l'apposizione di una targa commemorativa sull'abitazione che a Fabriano ospitò Elio Toaff, per fissare nella memoria collettiva un episodio di coraggio silenzioso e di solidarietà tra fabrianesi ed ebrei perseguitati. Alla vicenda si è recentemente affiancata anche una ricostruzione digitale del volto e della voce del rabbino, realizzata da Paolo Bacchi, discendente della famiglia che lo accolse, attraverso strumenti di intelligenza artificiale, per restituire volto e parola a una storia finora affidata solo ai racconti tramandati in famiglia.
«La storia della famiglia Bacchi ci ricorda che il coraggio più autentico è spesso quello silenzioso di chi non si volta dall'altra parte. Fabriano ha il dovere di custodire e trasmettere questa memoria alle nuove generazioni, ed è motivo di orgoglio che sia stato il Consiglio Comunale Junior, con i nostri ragazzi, a chiederci di non lasciarla cadere nell'oblio», dichiara il Sindaco Daniela Ghergo.
«Quando il Consiglio Comunale Junior ci ha proposto questa targa, abbiamo accolto la proposta con entusiasmo. La vicenda della famiglia Bacchi insegna che la solidarietà non ha bisogno di grandi mezzi, ma solo del coraggio di aprire una porta», afferma l'Assessore alle Politiche Giovanili Maurizio Serafini.
La data della cerimonia di apposizione della targa sarà resa nota nei prossimi giorni.