Descrizione
La città di Fabriano ha inaugurato sabato 28 marzo, l’Antica Farmacia Mazzolini Giuseppucci, restituita alla comunità grazie alla donazione della famiglia Giuseppucci, al termine di un percorso che trasforma un bene privato in patrimonio condiviso. Una partecipazione ampia e sentita ha accompagnato l’intera giornata, dalla sala conferenze del Palazzo del Podestà fino alla visita guidata negli spazi della farmacia, con cittadini, istituzioni, studiosi e operatori culturali presenti per un momento che ha unito memoria, identità e futuro.
«Quella che inauguriamo non è semplicemente una farmacia storica. È un luogo che attraversa più di un secolo di storia fabrianese» ha ricordato il Sindaco Daniela Ghergo, ringraziando la dott.ssa Giovanna Giuseppucci e la sua famiglia «per un gesto di grande generosità che oggi si traduce in un bene concreto per tutta la comunità». Il Sindaco ha sottolineato come questo spazio, nato alla fine dell’Ottocento e caratterizzato dagli arredi originali realizzati tra il 1895 e il 1896, rappresenti l’incontro tra scienza e arte, tra sapere farmacologico e tradizione artigiana, e come oggi venga affidato alla responsabilità collettiva: «Non basta conservare. Dobbiamo prendercene cura, renderlo accessibile, farlo vivere. Un ringraziamento va anche ai dirigenti e agli uffici comunali che hanno seguito questo percorso con attenzione e competenza, rendendo possibile un risultato concreto per la città».
Nel suo intervento l’Assessore alla Bellezza Maura Nataloni ha evidenziato il valore culturale dell’operazione, inserendola nel percorso di rafforzamento della rete museale cittadina e nella visione di Fabriano come città della cultura e della carta, capace di mettere in relazione luoghi, storie e competenze.
Commovente e particolarmente intensa la testimonianza della dott.ssa Giovanna Giuseppucci, che ha restituito il senso profondo di questa scelta, intrecciando memoria personale e responsabilità verso la comunità. «Non si può ignorare il significato che questo luogo ha avuto nel tempo per me e per la mia famiglia. È stato un punto di riferimento, un legame che non si è mai spezzato» ha spiegato, ricordando il lungo lavoro portato avanti dal padre per recuperare e valorizzare la farmacia, un progetto ambizioso, sostenuto nel tempo fino alla riapertura come museo.
La donazione nasce proprio da questo percorso: «Il desiderio più profondo di mio padre era che questo luogo fosse vissuto. Sono certa che la scelta fatta da me e dalla mia famiglia rifletta pienamente la sua volontà. Non è solo un dono alla città, ma un invito a riconoscersi nella propria storia e a costruire il futuro partendo da ciò che siamo stati». Nel suo intervento ha inoltre voluto ringraziare tutte le persone che hanno accompagnato questo percorso, dai professionisti ai collaboratori: «Oggi consegniamo questo luogo nelle mani della città. È il nostro modo di dire grazie a Fabriano e di restituire qualcosa a una comunità a cui siamo profondamente legati».
Durante l’incontro è stato approfondito anche il valore storico della farmacia, punto di riferimento per la comunità fin dalla fine del XIX secolo e luogo in cui si sono intrecciati ricerca scientifica, cultura e vita cittadina. Un patrimonio riconosciuto anche dal vincolo di tutela e dalla straordinaria integrità degli arredi e delle collezioni.
La giornata si è conclusa con le visite guidate curate dalla dott.ssa Claudia Crocetti, che hanno registrato una partecipazione continua fino alla sera, confermando l’interesse e il coinvolgimento della cittadinanza. Con questa inaugurazione Fabriano restituisce alla città un luogo identitario, che racconta il passato ma diventa anche spazio per studio, visita e crescita culturale. Un passaggio concreto che rafforza il legame tra comunità e patrimonio e apre nuove opportunità per la valorizzazione culturale del territorio.