Descrizione
«I recenti ed inquietanti sviluppi giudiziari relativi alle infiltrazioni della criminalità organizzata – 'ndrangheta e camorra – nel tessuto economico e negli appalti della ricostruzione nella Regione Marche impongono una riflessione profonda e rigorosa.
Quanto sta emergendo dalle indagini della Procura e dalle forze dell'ordine delinea un quadro di estrema gravità che ferisce al cuore la nostra comunità, gravemente provata dal sisma, e la credibilità delle sue istituzioni», dichiara il Sindaco di Fabriano, Daniela Ghergo.
«Non siamo di fronte a semplici vicende individuali, ma a un vero e proprio vulnus politico e amministrativo. Chi ha la responsabilità di guidare la Regione Marche non può limitarsi a manifestare amarezza o a dichiararsi 'parte lesa'. Esiste un principio di responsabilità politica e amministrativa che precede e supera quello giudiziario. Chi ricopre ruoli di vertice istituzionale ha il dovere morale di rispondere della scelta dei propri collaboratori apicali. Affidare ruoli strategici e di diretta fiducia a figure che, secondo gli inquirenti, avrebbero aperto le porte delle nostre istituzioni e dell'economia marchigiana ad ambienti contigui alle mafie, rappresenta un fallimento politico gravissimo».
Il Sindaco Ghergo pone l'accento anche sulla gestione della struttura commissariale e sulla filiera di controllo dei fondi pubblici: «Servono risposte chiare e immediate sulla filiera di controllo e sulle modalità di gestione dell'assegnazione degli appalti. Com'è stato possibile che imprese collegate alla criminalità organizzata siano riuscite ad inserirsi nei meccanismi della ricostruzione e delle opere pubbliche senza che venissero subito attivati gli opportuni anticorpi istituzionali? Chi ha gestito quei processi e ha consentito l'affidamento di gare e risorse pubbliche ha il dovere politico di chiarire ogni singolo passaggio.
Le Marche e i territori colpiti dal sisma – che da anni attendono una ricostruzione trasparente, efficiente e giusta – non possono pagare il prezzo dell'opacità e della leggerezza nella gestione del potere. Come sindaci e amministratori locali siamo quotidianamente in prima linea per garantire legalità, sicurezza e rispetto delle regole. Alla presidenza della Regione Marche e tutti gli organi responsabili della gestione dei fondi pubblici viene chiesto un atto di verità, di trasparenza assoluta e l'assunzione netta delle responsabilità politiche di questa pagina buia per la nostra terra».