“Un Mondo a Colori”, il Consiglio Comunale approva all’unanimità la fase due del percorso per il recupero del centro diurno.

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L'obiettivo diventa ora il recupero della sede storica di via Aldo Moro per aumentare numero di posti e servizi

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02 Luglio 2026

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"Un Mondo a Colori", il Consiglio Comunale approva all'unanimità la fase due del percorso per il recupero del centro diurno dedicato alle persone con disabilità: dopo l'approvazione del progetto per l'ampliamento che verrà realizzato accanto al "C'era l'Acca", necessario per garantire la continuità del servizio. L'obiettivo diventa ora il recupero della sede storica di via Aldo Moro per aumentare il numero di posti e servizi, mentre un progetto di co-ricerca con l'Università di Urbino Carlo Bo analizza in dettaglio la situazione attuale per progettare i servizi futuri che prevedano anche la possibilità di laboratori di inclusione lavorativa per i giovani con disabilità.

Fabriano 2 luglio 2026 – Un passo avanti per il futuro dei servizi dedicati alle persone con disabilità per la città: il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità, con il voto favorevole di maggioranza e minoranza, l'avvio della seconda fase del percorso per "Un Mondo a Colori", quella dedicata al recupero della sede storica del servizio in via Aldo Moro. Un passaggio che segna la direzione verso cui la città vuole muoversi: più spazi e più servizi per gli utenti e le famiglie.

La vicenda era iniziata a febbraio, quando l'apposita verifica tecnica aveva evidenziato la perdita dei requisiti di vulnerabilità sismica dell'immobile storico, rendendo necessario il trasferimento. Per garantire la continuità di servizio è stato individuato uno spazio transitorio presso la struttura "C'era l'Acca", dove pur se in spazi ridotti viene garantita la continuità del servizio. Parallelamente sono stati stanziati 663.000€ ai quali si aggiunge un contributo dell'Unione Montana di 150.000€ per realizzare un ampliamento che consente l'erogazione del servizio per i 24 posti autorizzati e per restituire una parte dello spazio temporaneamente privato alla struttura del "C'era l'Acca".

Spiega l'Assessore alla Comunità e alla Solidarietà Maurizio Serafini: «Fin dall'inizio non c'è stata alcuna preclusione a intervenire sulla vecchia struttura: ma per farlo bisognava individuare risorse economiche adeguate e tempi certi che allora non c'erano. Per questo motivo abbiamo scelto di garantire la continuità di servizio con un ampliamento accanto allo spazio provvisorio attuale, potendo contare su risorse certe e tempi definiti».

Nei mesi scorsi il tavolo di concertazione avviato con famiglie, Ambito Territoriale Sociale 10, cooperative e associazioni del territorio, tra cui Anffas, si è riunito più volte, accompagnato anche da un incontro pubblico dedicato al tema. Un percorso che, pur rimanendo su posizioni discordanti, ha prodotto il risultato dell'ordine del giorno approvato il 30 giugno, con cui il Consiglio Comunale apre ufficialmente la fase due, quella del riutilizzo della sede storica.

Parallelamente al percorso amministrativo, l'Ambito Territoriale Sociale 10 ha avviato insieme all'Università di Urbino Carlo Bo un progetto di co-ricerca dedicato ai servizi per la disabilità, realizzato con la partecipazione di UMEE, UMEA, cooperative, operatori sociali, scuole del territorio e famiglie degli utenti. Si tratta di un metodo di lavoro che valorizza l'esperienza diretta di operatori, famiglie e territorio per costruire, insieme, un sapere condiviso utile a migliorare i servizi esistenti ed orientare la programmazione futura. Finora sono stati realizzati incontri con i servizi sociali e sanitari dell'Ambito e con le scuole del territorio, per raccogliere dati quantitativi e qualitativi sui servizi offerti. Nelle prossime settimane il percorso coinvolgerà direttamente le famiglie, per condividere i dati raccolti e raccogliere osservazioni e bisogni rispetto ai servizi del territorio.

Da questo lavoro potrà scaturire la fase tre del percorso, che prevede anche la possibilità di realizzare dei laboratori professionalizzanti in ottica di inclusione lavorativa.

Conclude l'Assessore Serafini: «A questo punto del percorso, auspico una riapertura dei tavoli di concertazione e confronto che consentano di intercettare idee e risorse sia da enti pubblici che privati per poter orientare la progettazione anche con un pieno coinvolgimento dei servizi socio-sanitari e della Regione Marche».

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Ultimo aggiornamento: 02/07/2026, 18:10